Tre giorni nella sughereta di Niscemi per la pace nel Mediterraneo e per dire No al MUOS

April 30th, 2012


(Antonio Mazzeo, Patrizia Farruggio e Salvatore Muratore)

di Antonella Santarelli

Niscemi, capitale del carciofo, vicinissima a Gela e ai confini delle province di Enna e Ragusa, proiettata già nel futuro delle guerre stellari. Un’inchiesta de L’Espresso di alcuni mesi fa, consultabile con appena un click su internet, ha mostrato foto e prove di quello che non è mai stato detto alle popolazioni locali ma concertato segretamente dai governi, italiano e americano, senza neanche informare i rispettivi parlamenti. Si tratta della costruzione della quarta stazione nel mondo (le altre tre sono in posti desertici) del Mobile User Objective System, MUOS, che a Niscemi sta già vedendo la costruzione di tre grandi antenne circolari con un diamestro di 18 metri e due torri radio di 150 metri, una stazione terrestre di telecomunicazioni satellitari che permetterà a breve alle forze armate USA di comunicare con i comandi e i centri di controllo ovunque essi si trovino: “Il Muos di Niscemi fa parte di un sistema di comunicazioni che, dal 2015, permetterà al comando Usa di tenere i contatti con tutte le sue unità militari sul pianeta. Potenza e velocità di trasmissione inimmaginabili - riferiva L’Espresso - Nessuno può valutare il rischio di questa cappa radio globale, perché non esiste nulla del genere: in pratica, si tratta della stessa connessione dei telefoni di ultima generazione, ma con una capacità di trasmettere dati in quantità enormi e con velocità mai vista. E soprattutto senza bisogno dei ripetitori: solo quattro antenne per arrivare ovunque.” Il giornalista Antonio Mazzeo ha dedicato gran parte della sua ricerca giornalista proprio al MUOS di Niscemi e ha presentato ieri la sua ultima pubblicazione “Un eco MUOStro a Niscemi, l’arma perfetta per i conflitti del XXI secolo” in cui afferma che “Fa paura il nuovo supersegreto centro di telecomunicazioni della Marina Militare USA di Niscemi. Gli studiosi che rifiutano sdegnati le busta paga del Pentagono lo hanno definito un pericolosissimo maxiforno a microonde.” I movimenti NO MUOS in Sicilia (età media 20 anni, con poche eccezioni) hanno organizzato, dal 29 aprile al primo maggio, tre giorni di dibattiti, concerti e manifestazioni, all’interno della sughereta e del centro abitato di Niscemi, dove la popolazione è preoccupata per le conseguenze sulla salute di questa cappa radio planetaria che già vede, proprio a Niscemi, la presenza di ben 41 antenne satellitari, installate dalla Marina Americana e già attive da anni. Dopo il corteo che ha attraversato la città, nel pomeriggio, è stato affrontato il tema dell’inquinamento elettromagnetico e dei suoi effetti con Massimo Corradu, ingegnere dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, che ha illustrato molto bene come gli studiosi italiani non hanno accesso in modo significativo ai dati delle attuali antenne già funzionanti e del sistema MUOS che si sta istallando. Oggi trenta aprile, anniversario di Pio La Torre, la giornata sarà dedicata al tema della guerra nel mediterraneo e dei nuovi scenari che vedono coinvolto il centro della Sicilia. Presente ai giorni di Niscemi anche il monaco buddista Moroscita, che pregherà per la pace come fece a Comiso contro i missili di Sigonella.

Presentazione “Ali di Ruggine”, omaggio alla Resistenza e riflessioni sulla pace minacciata

April 22nd, 2012

Il video “War is crime” di Massimiliano Giordano ha introdotto la presentazione del Libro “Ali di Ruggine. Una favola della Resistenza” di Ferdinando de Blasio di Palizzi. L’evento, organizzato da mediterraneoforpeace.it e la casa editrice Nulla die, ha avuto luogo sabato 21 aprile presso il Red Coffee di Piazza Armerina e ha visto la presenza di numerosi autori: Elio Carreca (palermitano, autore di Terrazza Butera), Giovanni Mattia (Il girotondo del millantatore), Salvatore Giordano (Ustica), Mauro Mirci (L’impavida eroina). Sono stati letti pagine del libro del giovane Ferdinando de Blasio, ventitreenne torinese, brani sul sacrificio dei civili durante la seconda guerra mondiale, con espresso riferimento ai dodicimila italiani, quasi tutti ventenni trucidati a Cefalonia nel 1943 da parte dei nazisti, poesie sui protagonisti della Resistenza come i fratelli Cervi. Giovanni Mattia ha letto le pagine in cui Ferdinando descrive come si costituisce la cellula dei giovanissimi partigiani, protagonisti del suo libro, tra gioco e drammatica intuizione, ancor prima che consapevolezza, della gravità del momento che stavano vivendo. Ecco come, in un passo del libro, parlano della Resistenza: “Ma non è certo una cosa facile. È un affare pericoloso, ci si rischiano le penne. E non dà nemmeno grandi soddisfazioni, nell’immediato. Si semina, semplicemente, senza sapere se e quando si vedranno i frutti.”
Dopo l’intervento di Arturo Giunta, presidente provinciale dell’ANPI, la riflessione si è estesa alle minacce per la pace che vedono la Sicilia direttamente coinvolta a causa dei progetti militari in fase di realizzazione come il sistema satellitare MUOS in procinto di realizzazione presso la sughereta di Niscemi. Ignorare le minacce non è tollerabile per chi vuole un mediterraneo mare di pace. Resistere oggi, è stato sottolineato in molti interventi, riguarda gli aspetti economici, sociali e culturali della vita quotidiana, ed è un “imperativo” per garantire ai più giovani un mondo di pace, giustizia e libertà.

Ali di ruggine. Una favola della Resistenza

April 15th, 2012

Ferdinando de Blasio di Palizzi
Ali di ruggine Una favola della Resistenza
Ed. Nulla Die, aprile 2012

di Antonella Santarelli

La Resistenza vissuta con gli occhi di un ragazzo, costretto ad affrontare un dramma dai contorni troppo grandi per essere definito. Una lettura particolare della Resistenza che ci permette di capire come altri ragazzi vivano in questo momento conflitti e guerre in ogni parte del mondo, defraudati del diritto all’esistenza serena che dovrebbe essere garantita all’intera umanità. Un ragazzo, Pippo, soprannome Senzamotivo, innamorato delle sue montagne, capisce che è il momento di agire e lo fa nel mondo più semplice e altruista possibile, portando viveri e provviste alla gente dei paesi della sua valle, stremata dalle angherie delle truppe occupanti. Vive le sue giornate da partigiano con altri ragazzi con cui fino a poco tempo prima condivideva la spensieratezza dei giochi sulla montagna. Allegria che ancora si portano dentro, nonostante la consapevolezza dell’avversità dei fatti che stanno vivendo. Sogni e timori si intrecciano sullo sfondo di una tragedia che li fa crescere in modo brutale e inumano, come ogni guerra comporta.
Il giovanissimo autore, Ferdinando de Blasio di Palizzi, torinese di ventitré anni, racconta la sua “favola” con gli occhi dei ragazzi che affronteranno, con coraggio e altruismo, i giorni della loro Resistenza, duri e pericolosi fino all’epilogo che segna definitivamente il loro destino.
L’amore per le montagne e la difesa della gente che ci vive da un’eternità, la bellezza della natura e l’incanto della vita che scorre millenaria, il pericolo della morte, non solo fisica, quanto civile di una comunità violentata da scelte decise altrove e quasi indecifrabili: e allora, come dice il Porcino, amico di Senzamotivo, è necessario “Resistere, ovvio!”.

Presentazione a Piazza Armerina sabato 21 aprile ore 17.30 presso il Red Coffe

La prigione delle paure

April 7th, 2012

La prigione delle paure, Luca Fadda, ed. Nulla Die 2012

di Antonella Santarelli

Quando le nostre paure si impossessano di noi diventando realtà? Quando si supera il confine tra verità e la sua speculare negazione? Può esistere una lettura dei fatti completamente fantastica e irrazionale? Leggendo i tredici racconti di Luca Fadda, queste sono le domande che sorgono spontaneamente, con uno strascico di riflessione che rimane aperta, in attesa di approfondimenti anch’essi destinati a non trovare risposte compiute. Vite normalissime che vengono travolte dalla malvagità umana: il segreto dell’irrazionale e della paura che essa suscita supera l’evocazione della morte, elemento naturale che viene a essere prevaricato dalla perfidia dell’agire degli uomini. Fantasy e horror miscelati in storie che possono essere comunemente presenti nella cronaca nera quotidiana: l’autore le condisce abilmente di suspense e colpi di scena, sorprendenti e, a volte, disarmanti nella semplicità che rimane oscura ai più. In alcuni racconti emerge il ritratto di un’umanità fragile su cui la cattiveria e la crudeltà sembrano infierire con accanimento particolare: è il caso dei bambini nei cui confronti il mondo dei grandi assume le sembianze della ferocia oscura e incomprensibile. I racconti, in questo caso, evocano i tanti soprusi e le violenze verso i minori presenti nella cronaca quotidiana: la ricostruzione dei fatti da parte dell’autore riesce a mitigare, in parte, il sentimento raccapricciante evocato.
Dare voce alle proprie paure e condividerle perché esse appartengono a tutti, per quanto differenze di ogni natura possono dividere il genere umano. Questo sembra essere l’intento dell’autore e ci riesce compiutamente.

Contro il MUOS di Niscemi nel silenzio mediatico

April 1st, 2012

di antonella santarelli

Tantissimi cittadini, i gruppi NO MUOS dei paesi vicini, studenti, i sindaci dei comuni del circondario, esponenti dei movimenti per la pace e per la difesa del territorio hanno invaso pacificamente la città di Niscemi nella giornata di sabato 31 marzo per dire ancora una volta No al sistema satellitare che sta per essere istallato nella sughereta di Niscemi per fini militari. Soddisfatti i cittadini NO Muos di Niscemi che hanno annunciato altre interessanti iniziative, nella convinzione che solo la visibilità può aiutare a far crescere il movimento di protesta contro le apparecchiature militari del MUOS, già ritenute da tecnici e scienziati possibili fonti di patologie per uomini e animali e disastrose per l’ecosistema dell’intera zona. Il giornalista Antonio Mazzeo, in uno dei suoi tanti interventi sul MUOS così illustra il progetto: “Il terminale di Niscemi sarà una delle quattro infrastrutture militari che assicureranno il funzionamento dell’ultima generazione della rete satellitare che collegherà tra loro i Centri di comando e controllo delle forze armate USA, i centri logistici e gli oltre 18.000 terminali militari radio esistenti, i gruppi operativi in combattimento, i missili Cruise e i velivoli senza pilota Global Hawk, buona parte dei quali destinati alla vicina base di Sigonella. Il sistema MUOS consentirà di propagare universalmente gli ordini di guerra, convenzionale e/o chimica, batteriologica e nucleare. Uno strumento di altissimo valore strategico, dunque, che si caratterizza per il suo violentissimo impatto ambientale. Sotto accusa ci sono infatti le pericolosissime onde elettromagnetiche che saranno emesse dalle tre grandi antenne circolari e dalle due torri radio del sistema satellitare che sorgerà all’interno della Riserva naturale “Sughereta di Niscemi”, Sito di Importanza Comunitaria (SIC). Un progetto dissennato fortemente osteggiato dai cittadini e dagli amministratori di tre province (Caltanissetta, Ragusa e Catania) e di decine di comuni del sud-est della Sicilia.” Hanno partecipato alla manifestazione gli esponenti di Mediterraneoforpeace e di Sel di Piazza Armerina. “Importante partecipare al movimento NO MUOS – dichiarano – e lo faremo anche alla fine di aprile quando saranno realizzati tre giorni di sensibilizzazione presso la sughereta di Niscemi”.

Edemocracy e difesa dei diritti

March 17th, 2012

di Antonella Santarelli

Il periodo che stiamo vivendo offre spunti di riflessione molto ampi e anche nuovi rispetto al passato. In merito alla situazione economica, alcuni dati indicano come la crisi abbia raggiunto livelli elevati di pericolosità per la sopravvivenza stessa dei popoli: 33 milioni di disoccupati in Europa, 40% in più di fallimenti in Italia rispetto al dato del 2009, 30% di giovani disoccupati. La precarietà è un dato ormai sistemico che viene fatto ingoiare come conseguenza della flessibilità scelta sia dal governo dei “tecnocrati” che dall’ABC (Alfano, Bersani, Casini) dei partiti filogovernativi. Uno dopo l’altro, come birilli, vengono attaccati i baluardi di un sistema di democrazia del lavoro, il risultato di decenni di lotte e conquiste, secondo il copione a cui siamo stati abituati senza quasi rendercene conto: prima una sottile propaganda mediatica, quasi senza colpo ferire, e poi apertamente colpi inferti da ministri e governo, nonché partiti. L’art. 18 è una testimonianza viva e dolorosa per l’epilogo, purtroppo, scontato. Quasi un pretesto adottato per spaccare al loro interno movimenti e sindacati. Una grande prova di forza è in atto, prova di forza sottilmente non esplicitata ma che coinvolge una pluralità di attori sull’esigenza di strappare quanto più consenso strisciante possibile. Fa da padrona planetaria la grande opera di disinformazione che è già stata ben sperimentata con risultati lusinghieri (cfr. aggressione all’Iraq e alla Libia, ad esempio, e lo screditare i movimenti di protesta come i NO TAV). I nuovi movimenti emergenti hanno invaso i canali a disposizione, quelli apparentemente più liberi e meno soggetti alla censura diretta, come blog e social network (con tutti i limiti mostrati dalle regole imposte tipo da FB) e stanno tuttora sperimentando come uscire fuori dalla virtualità con iniziative sempre più visibili e aggreganti. Accanto ai movimenti costituiti per difendere il territorio e i servizi (NO TAV, NO Ponte, Referendum per l’acqua pubblica, contro il nucleare, abituati da tempo ad entrare e uscire dal web) altri stanno trovando il modo di crescere e organizzarsi: i gruppi facebook attivi sul sociale sono circa ventimila (quelli più numerosi) e riescono a movimentare sempre più persone il cui computo è ardua impresa anche per gli analisti della comunicazione. La democrazia del web è sempre più diretta contro la propaganda del potere “tecnocratico” e del sistema partitico su cui poggia e prospera e non ha interfaccia nei tradizionali mezzi di informazione, tipo tv e giornali. Alcuni esempi recentissimi tra i tanti: il Comitato NO BIG BANKS sta conducendo una battaglia per la introduzione della Legge Glass Steagall (introdotta da Roosevelt nel 1933) che allora separò le banche commerciali da quelle che operano nel mondo della finanza, ponendo fine agli eccessi finanziari all’origine della grande depressione. A partire dagli anni 90, nei paesi occidentali, il principio della Glass Steagall fu abbandonato per tornare al modello di banca universale con le funzioni di banche d’affari (ricevono miliardi di euro che non arrivano a famiglie e a imprese). Di separazione delle banche si sta parlando sempre di più. Dodici senatori hanno presentato nel mese di febbraio un testo di legge in tal senso al Senato per la separazione delle banche (DDL Peterlini). Ma la grande iniziativa sviluppatasi sul web è stato, dal 24 al 26 febbraio, il Summit della Modern Money Theory (MMT): cinque grandi economisti americani hanno illustrato a Rimini a 2000 persone, mobilitatesi attraverso il web, i concetti di economia politica quali deficit positivo, sovranità monetaria dello Stato, e la ricchezza delle nazioni che scaturisce dal debito.
Un grande interrogativo, tra i tanti, che offro all’attenzione di tutti è questo: saremo capaci, attraverso i nuovi media, di fronteggiare l’attacco sul piano mediatico da parte di Pentagono, Nato e poteri occulti sovranazionali riguardo la futura aggressione, ampiamente pianificata, all’IRAN?
Difendersi dalla manipolazione mediatica è sempre più difendere il diritto di sopravvivenza.

In memoria di Vittorio Arrigoni

January 12th, 2012

Mercoledì, 11 gennaio
presso l’ Associazione “Villaggio Cultura” ,
Viale Oscar Sinigaglia, 18-20 - Roma
alle ore 20:00
Verrà presentato il volume Oltre le nazioni
Interverranno, Anna Maria Curci e Gianmario Lucini

“Oltre le nazioni” è un’antologia che raccoglie scritti e poesie in memoria di Vittorio Arrigoni, il giovane che ha perso la vita lo scorso anno nel suo servizio di volontariato in Palestina (vedi anche il link: http://www.edizionicfr.it/libri_2011/002_A…ni/Arrigoni.htm)
Vi sono testi a lui dedicati, da autori romani (Maurizio Soldini, Pietro Baccino, Cristina Annino, Anna Maria Curci, Domenico Alvino, Cinzia Marulli, Cristiana Lauri, Monica Martinelli, Fortuna Della Porta, Davide Morelli, Massimo Pacetti, Annamaria Ferramosca).
La morte di Arrigoni ci fa riflettere sulla precarietà della pace, sulla platealità dell’ingiustizia, sull’arretratezza generale dei Paesi e dei Governi di fronte al cambiamento, al desiderio di libertà degli esseri umani, allo squilibrio di potere fra Stati che ingenera soprusi, paure, ritorsioni, focolai di tensione. E, infine, il colpevole silenzio dell’Occidente, preoccupato soltanto di salvaguardare il proprio stile di vita e che nulla turbi i suoi affari e l’andamento delle borse e dei mercati.
Che cosa può fare l’intellettuale, il poeta di fronte a tutto questo?
Nell’antologia una cinquantina di poeti hanno voluto, con loro testi, testimoniare l’interesse della poesia anche per questi aspetti, apparentemente così “impoetici”.
(a cura di rossanaianni)

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Auguri di pace

December 24th, 2011

Passioni e poesie, di Luigi Panzardi

December 13th, 2011

Le città! Sterminati teatri pullulanti di attori: noi uomini sempre più urbanizzati, recitanti nei grandi supermercati e negli immensi complessi industriali la sceneggiata tragicomica dell’esistenza.

Ci rappresentiamo su di una superficie tagliata da asfalti stretti, larghi, filamenti di ragnatela, formicolanti tra case, edifici, cattedrali, tutti sinonimi di tana, rifugio caldo e sicuro. Città sofferenti, profanate dai venti, devastate dal fango delle frane, oppure festaiole per le ricorrenze civili e religiose.

Questa poesia è raccolta dalla polpa urbana, dagli intrighi, dissensi e incomprensioni, pacificazioni e vittorie dell’essere parte della comunità cittadina, degli uomini creatori e attori di socialità.
Si veste spesso della metrica tradizionale (i numerosi sonetti che la compongono) estraendo dalla dolce antichità dell’endecasillabo, aromi e ritmi che rimodella sulle sonorità molteplici e frenetiche di oggi.
Poesia sociale dunque non misterioso simulacro introspettivo.

Luigi Panzardi, poeta di lunga esperienza, dirige per Nulla die la sezione Poesia.

Giovedì 15 dicembre, l’autore presenta la raccolta presso ANTEAS Corso Umberto, 144 – 74123 Taranto

Caro compagno Magri…

December 1st, 2011

Caro compagno Magri, eri il più aristocratico di tutti tra i dirigenti del piccolissimo Pdup per il Comunismo, partitino elitario della sinistra extraparlamentare, quella più vicino, tutto sommato, al Pci che ai gruppuscoli del post-sessantotto. Un partitino che pure aveva fior di militanti, preparatissimi e agguerriti sulle analisi sociopolitiche dell’Italia e del mondo fine anni settanta e inizi anni ottanta, con l’incubo dei missili (che strano, dopo trent’anni viviamo le stesse angosce), con il terrorismo e le stragi di stato, con il Pci di Berlinguer e le leggi appena promulgate vicine ai cittadini come la riforma sanitaria. Un sodalizio di persone legate da passione per la politica e da amicizia, durata a lungo anche dopo lo scioglimento del Pdup, che cercava con lucidità di analizzare e fare i conti con la realtà che mutava a ritmi impressionanti, senza perdere quella purezza di spirito “idealista” che per tanto tempo ha permesso a tutti di continuare a decifrare il mondo con la stessa identica voglia di cambiarlo. Non sarà stato facile per te sopravvivere all’Italia degli ultimi vent’anni, degli inciuci, di Berlusconi e D’alema, di Veltroni e di un pd arrivato persino a promuovere in prima persona una guerra di aggressione. L’Italia delle banche e dei finanzieri osannati come salvatori, delle operazioni mediatiche ad opera di giornali “democratici”, degli inganni e delle furbizie, della perdita di speranza di intere generazioni. La tua morte è più eloquente di qualsiasi discorso e non può stupire più di tanto l’agire di chi non ha perso la lucidità dell’analisi di fronte all’impotenza con cui ci stanno condannando a convivere. (Antonella Santarelli)

Occupy Massimo

November 28th, 2011

Antonella Santarelli

Palermo osserva la piccola tendopoli davanti al Teatro Massimo e sembra non meravigliarsi più di tanto. La città si è da poco svegliata e il traffico scorre copioso come al solito. I ragazzi dell’Occupy Massimo ora sono pochi ma ti chiedono subito di tornare perché gli altri arriveranno più tardi. Per la notte si fanno i turni, evidentemente. “Di cosa avete bisogno?” “Qui di tutto, come vede” risponde una giovanissima. In effetti, c’è un’accozzaglia di oggetti di cui è difficile capire l’utilità. Qualcuno sgranocchia biscotti. Gli adulti che si avvicinano sentono il bisogno di dire la loro, contro il consumismo, o l’uso sfrenato di oggetti tecnologici. Chiedo: Come si fa a invitare i ragazzi a essere meno tecnologici? Tanti gli studenti che nel frattempo si avvicinano. Qualcuno ha voglia di parlare più degli altri e dice che vuole creare un blog con foto e post sull’esperienza che stanno vivendo. Molti sono stati a Roma il 15 ottobre ma non vogliono etichette, indignados, black bocs… vanno bene per chi li dipinge con note di folklore. Vorrebbero risposte e, forse, rassicurazioni sul loro futuro ma sanno che gli adulti non ne hanno e che, anzi, non riescono ad approfondire le questioni che loro pongono. Come se ci fosse un blocco totale ad accettare la realtà da parte di una generazione, quella dei padri, delle madri, dei loro insegnanti, che hanno trovato la strada per crescere e realizzarsi molto più agevole e libera rispetto a quella che il mondo sta destinando ai loro figli. Che al mondo guardano disincantati e in attesa di capire cosa riserverà loro in futuro. Li saluto, augurando buona fortuna. Mi chiedono di tornare.

Tutto quello che in 30 anni di TV urlata non vi hanno mai detto sull’economia

November 17th, 2011

di Alfonso Navarra (obiettore alle spese militari e nucleari, nonché obiettore bancario)

L’economia è affare che ci riguarda tutti, antimilitaristi nonviolenti inclusi (non solo per l’aspetto della riduzione delle spese militari), ed è materia troppo seria per essere delegata agli economisti di professione, quelli che “la crisi mai sarebbe potuta deflagrare” (così come Dio ci guardi dal delegare il complesso problema energetico agli “esperti” ingegneri nucleari, quelli che “mai Fukushima sarebbe potuta avvenire”!).

Sulla base di essi - concetti - possiamo valutare il governo Monti non come il provvido pompiere che, in una situazione di emergenza, spegne l’incendio che ci minaccia; bensì, per restare nella metafora ignea, come l’emissario dei piromani che deve sovraintendere allo sciacallaggio dei nostri beni per conto loro (i piromani della finanza internazionale, per capirci)… (in Italia)

Tre milioni all’ora: l’Italia in crisi li spende per la difesa. Firmate l’appello di Zanotelli

October 28th, 2011


(Padre Alex Zanotelli)

In tutta la discussione nazionale in atto sulla manovra finanziaria, che ci costerà 20 miliardi di euro nel 2012 e 25 miliardi nel 2013, quello che più mi lascia esterrefatto è il totale silenzio di destra e sinistra, dei media e dei vescovi italiani sul nostro bilancio della Difesa. È mai possibile che in questo paese nel 2010 abbiamo speso per la difesa ben 27 miliardi di euro? Sono dati ufficiali questi, rilasciati lo scorso maggio dall’autorevole Istituto Internazionale con sede a Stoccolma (SIPRI). Se avessimo un orologio tarato su questi dati, vedremmo che in Italia spendiamo oltre 50.000 euro al minuto, 3 milioni all’ora e 76 milioni al giorno. Ma neanche se fossimo invasi dagli UFO, spenderemmo tanti soldi a difenderci!!
È mai possibile che a nessun politico sia venuto in mente di tagliare queste assurde spese militari per ottenere i fondi necessari per la manovra invece di farli pagare ai cittadini? Ma ai 27 miliardi del Bilancio Difesa 2010, dobbiamo aggiungere… (nel forum)

Le vittime di ieri sono i carnefici di oggi

October 22nd, 2011

Non riesco a tacere. Le parole di un ragazzo alla radio, questa mattina, mi hanno colpita: “… non è giusto far vedere un uomo che muore, in quel modo”. Le parole di oggi pomeriggio pronunciate da mia madre non sono state una sorpresa: “… non è giusto uccidere così un uomo che chiede di non essere ucciso, che guarda in faccia i suoi carnefici, quasi incredulo…” Le parole del movimento nonviolento: “… solo la nonviolenza rende gli uomini liberi” le attendevo da ieri e mi hanno rincuorata. Perché a volte ci si sente soli, molto più soli di quanto in realtà siamo… (in commenti)

Ogni vittima ha il volto di Abele

October 16th, 2011


(La guerra, vignetta di Scalarini, 1917)

Appello del Movimento Nonviolento, di Peacelink e del Centro di Ricerca per la Pace di Viterbo per il 4 novembre

Proponiamo che il 4 novembre si realizzino in tutte le citta’ d’Italia commemorazioni nonviolente delle vittime di tutte le guerre, commemorazioni che siano anche solenne impegno contro tutte le guerre e le violenze… (leggi)

“Come salvare i popoli e non i banchieri?” di Wim Dierckxsen

October 15th, 2011

Verso la fine di luglio del 2011 per la prima volta era chiaro agli occhi di tutti la minaccia di una bancarotta non solo nei paesi periferici o in qualche paese europeo, ma anche neglistessi Stati Uniti. Un panico universale si diffonde ovunque, il prezzo dell’oro va alle stelle
e si preannuncia con sempre più chiarezza l’arrivo di una nuova grande depressione.
(in mondo)

Ripudiare la guerra, non la Costituzione

September 25th, 2011

Marcia della pace, Assisi 25 settembre 2011

La nonviolenza: utopia o progetto vincente?

Nel forum, i documenti del movimento nonviolento. Ringraziamo Peppe Sini, direttore de “La nonviolenza è in cammino”.
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Una matita contro le guerre

September 24th, 2011

Un progetto per le scuole a cura di mediterraneoforpeace e ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia)
Dall’interventismo al fascismo: le vignette di Giuseppe Scalarini contro la guerra. (leggi)

Marcello e il pescespada

September 24th, 2011

di Antonella Santarelli

Diavolo di un Marcello!
Il collega, di ritorno dalle ferie, ci passa davanti sventolando la copia di un quotidiano, subito adocchiato per l’inserto regionale. Lo requisisco per le ultime notizie riguardanti la soppressione della provincia, così come da decreto della vigilia di ferragosto. Neanche un rigo oggi sull’argomento, però due foto, per me molto attraenti, catturano immediatamente l’attenzione. Il rostro di una nave romana rinvenuta nei fondali di Levanzo in seguito a una ricerca curata da Sebastiano Tusa, con cui Marcello collabora a vario titolo, e l’immagine, quasi iconografica, di una battuta di pesca del pescespada. Non faccio caso alle firme degli autori. Non leggo in modo accurato neanche gli articoli perché la giornata è calda al lavoro, non solo per i trentotto gradi registrati fuori e sicuramente anche dentro. Comprerò il giornale più tardi per leggerlo con calma a casa. Il pezzo sulla pesca del pescespada mi incanta letteralmente, notizie storiche, di costume e di biologia unite in uno stile più narrativo che giornalistico: mi ricorda il racconto “Romeo” dove un giovane pescatore si lascia prendere dalla commozione di fronte a un esemplare maschio di pescespada che non abbandona la femmina già arpionata decretando in questo modo la sua fine. Un pescatore che non arpiona una preda facile?…
(in mare)

Poesie e parole sotto le stelle

August 26th, 2011

Autori e lettori si sono incontrati nel corso dell’evento organizzato da Nulla Die, la nuovissima casa editrice nata in questi mesi e che già conta la pubblicazione di numerosi testi di poesia, narrativa e saggistica. Lettori di eccezione e cultori delle lettere come i professori Benedetto Trigona e Anna Maria Prestifilippo hanno declamato, nella serata di giovedì 25 agosto, versi e brani dei romanzi e delle raccolte poetiche editi in questi mesi a firma di autori locali e di ogni parte d’Italia. Illustrata la linea editoriale da Massimiliano Giordano, il giovanissimo editore, che punta “…alla produzione di elaborati di alta qualità curati anche nella scelta relativa alla parte grafica”. Presenti autori che hanno già pubblicato con Nulla die: Mauro Mirci autore di “Impavida eroina”, Antonella Santarelli con “Periferie” e l’ebook “Clochard”, Salvatore Giordano, autore di numerosi titoli già pubblicati (Tota Nostra, Più a Sud) e di altri in uscita (Lasciare libero lo scarrozzo, A Dio piacendo, Ustica).
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Reading e anteprime di Nulla die

August 21st, 2011

locandina nulla die

Clochard di Antonella Santarelli

July 13th, 2011

Esce oggi in e.book Clochard di Antonella Santarelli, Edizioni Nulla die.

Clochard è una raccolta di brevi ma intensi racconti.

Brevi perché ideati — in origine — per la lettura veloce su internet, ove la lungaggine mal si addice al medium.

Intensi perché ogni storia è scritta con il cuore e, non appena possibile, con l’empatia nei confronti del protagonista, anche se autore di atrocità abominevoli o responsabile di azioni che sfuggono alla comprensione superficiale dei fatti.

Antonella Santarelli ha già pubblicato per Nulla die la silloge Periferie.

L’impavida eroina, Mauro Mirci

June 29th, 2011

ed. Nulla die, giugno 2011 (leggi)

Tutti in piedi con la FIOM!

June 18th, 2011

su repubblica.it

Quorum raggiunto!!!

June 15th, 2011

La vittoria deve essere confermata dalle lotte popolari ed in esse prendere corpo

di Alfonso Navarra

Ma i “Signori dell’atomo” non molleranno, possiamo scommetterci. Non è bastata Chernobyl e neanche Fukushima (provocherà negli anni, se va bene, centinaia di migliaia di morti) per capire, da parte di costoro, legati alle lobby industriali, militari e dell’energia “dura” e centralizzata, che la tecnologia nucleare sedicente “civile” (in realtà funzionale alle esigenze di potenza degli “Stati atomici”) è troppo pericolosa e non ha futuro! (leggi)

12 e 13 giugno: Sì, Sì, Sì, Sì

June 5th, 2011

Mediterraneoforpeace e la casa editrice Nulla Die invitano a votare quatto sì
“È importante raggiungere il quorum, la metà più uno degli elettori, pena l’annullamento dei referendum. Occorre che ognuno di noi convinca amici e familiari a votare…” (in Italia)

Mineo. Il diritto alla fuga per salvarsi la vita

May 8th, 2011

di Antonio Mazzeo

Nel “Villaggio della solidarietà” di Mineo, filo spinato, telecamere e forze armate hanno fatto capire ai rifugiati che non si trattava di una “villeggiatura” ma di una nuova forma di reclusione senza diritti. Che non favorisce l’integrazione, ma remunera molto bene privati e “cricca”.
(In Sicilia)

L’enorme pericolo di volare a Sigonella

May 1st, 2011

di Antonio Mazzeo

Rompere il muro di silenzio imposto dalle autorità militari statunitensi è impossibile, ma è probabilissimo che mercoledì 27 aprile nella base militare di Sigonella si sia sfiorata, ancora una volta, la tragedia. Alle ore 11,35 circa, durante la fase di atterraggio, un cacciabombardiere F-16 è uscito di pista e il pilota si è salvato lanciandosi con un paracadute un attimo prima dell’impatto del velivolo con il terreno. A seguito dell’incidente è stata ordinata la chiusura dello scalo e i velivoli impegnati nelle operazioni di guerra alla Libia sono stati dirottati sull’aeroporto di Trapani-Birgi. Il comando NATO si è rifiutato…
(in Sicilia)

Guida a Milano invisibile

April 24th, 2011

Tina Caramanico, ed. Nulla die, 2011

Recensione di Antonella Santarelli

Le poesie di Tina Caramanico esigono una lettura attenta e concentrata. Attenta, perché non si vuole perdere la connessione delle parole che racchiudono altro a cui il lettore cerca di dare immagini e rispondenze. Concentrata, per gustarne ritmi e armonie per niente scontate. Ritmo che si fa parola senza interruzioni nella bella poesia … (in leggere e scrivere)

Addio, Vittorio

April 15th, 2011

Per donazioni in favore della causa palestinese attraverso la famiglia di Vittorio Arrigoni clicca qui